Per il diritto alla casa

Il Partito di Alternativa Comunista si batte perché sia garantito il diritto alla casa per tutti, italiani e immigrati, per questo sostiene i comitati di lotta per la casa.

Per molti lavoratori dopo il licenziamento c’è l’impossibilità di continuare a pagare l’affitto o il mutuo e così arriva lo sfratto: la perdita dell’abitazione è diventata una drammatica realtà per molte famiglie. È altissima la percentuale di sfratti per morosità: sono 229 sul totale di 238 sfratti nel 2011. Attualmente ad essere più colpite sono le famiglie di immigrati ma il dramma si sta allargando anche ai nativi.

A fronte di questo, in città sono 7.011 gli alloggi sfitti. Il dato, rilevato nel 2010 dall’Osservatorio sulla casa del Comune, se messo in confronto con quello del 2004 evidenzia una vertiginosa crescita: all’epoca erano “solo” 2.620 gli alloggi chiusi. Insomma le case ci sono, non serve costruirne altre come invece ha deliberato la giunta Variati.

Il PdAC, proprio per contrastare la speculazione edilizia e immobiliare, ritiene necessario sostenere un vasto programma di edilizia popolare che non deve aggiungere altro cemento a quello già esistente ma recuperare le case sfitte che devono essere assegnate alle famiglie indigenti per garantire un diritto inalienabile dei lavoratori: il diritto alla casa.

Gli immobili pubblici che oggi sono sfitti vanno immediatamente assegnati ai senza tetto e alle famiglie impoverite dalla crisi economica, senza richiedere alcun canone d’affitto. Per quanto riguarda gli appartamenti privati, quando si tratta di proprietà facenti capo a grandi gruppi immobiliari, questi vanno espropriati e assegnati anch’essi a famiglie in difficoltà. I luoghi da ristrutturare così come quelli abbandonati (come l’ex caserma della Guardia di Finanza in contrà Mure della Rocchetta) possono essere ristrutturati per ospitare case popolari senza aggiungere ulteriore cemento.

Vanno inoltre aumentati i contributi sugli affitti poiché in questi ultimi anni, Stato e Regione hanno tagliato i fondi a fronte di un aumento delle richieste: siamo passati dai 945.874 € erogati nel 2009 ai 707.863 € del 2011.

Per quanto riguarda la gestione del patrimonio comunale i lavoratori e gli utenti devono poter praticare una vera autogestione ed un controllo reale per la salvaguardia e la valorizzazione delle abitazioni comunali, al di fuori e contro qualsiasi gestione nepotista del patrimonio pubblico.

Inoltre il PdAC sostiene l’abolizione dell’Imu sulla prima e unica casa, mentre ne rivendica l’applicazione progressiva, sotto il controllo dei lavoratori, sulla grande proprietà industriale, immobiliare, commerciale, nonché sulle medesime attività degli enti religiosi.

 

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